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Archive for the ‘Books’ Category

vrin-15Michel Foucault, Qu’est-ce que la critique? Suivie de La culture de soi
Édition établie par H.-P. Fruchaud et D. Lorenzini
Introduction et apparat critique par D. Lorenzini et A.I. Davidson

Vrin – Philosophie du présent
192 pages – 12,5 × 18 cm
ISBN 978-2-7116-2624-3 – mars 2015

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PDF Table des matières

Le 27 mai 1978, Michel Foucault prononce devant la Société française de Philosophie une conférence où il inscrit sa démarche dans la perspective ouverte par l’article de Kant Qu’est-ce que les Lumières? (1784), et définit la critique, de manière frappante, comme une attitude éthico-politique consistant dans l’art de n’être pas tellement gouverné. Ce volume en présente pour la première fois l’édition critique.

On y trouvera également la traduction d’une conférence inédite intitulée La culture de soi, prononcée à l’Université de Californie à Berkeley le 12 avril 1983. C’est le seul moment où, définissant son travail comme une ontologie historique de nous-mêmes, Foucault fait le lien entre ses réflexions sur l’Aufklärung et ses analyses de l’Antiquité gréco-romaine. Au cours du même séjour en Californie, Foucault participe aussi à trois débats publics où il est amené à revenir sur plusieurs aspects de son parcours philosophique. On en trouvera le texte à la suite de la conférence.

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manifestolibriMichel Foucault. Genealogie del presente, Con un’intervista a Michel Foucault e un’intervista a Daniel Defert
Saggi di Laura Cremonesi, Daniele Lorenzini, Orazio Irrera, Martina Tazzioli, Paolo B. Vernaglione
Manifestolibri, 2015

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Dall’Introduzione al volume:

L’occasione di questa pubblicazione è stato il trentennale della scomparsa di Michel Foucault. Nel 2014 in tutto il mondo convegni e libri hanno reso testimonianza dell’opera di chi, a ragione, può essere considerato tra i grandi della storia del pensiero. Ma l’occasione non ha fatto e non può fare di Foucault un “classico” della filosofia, o dell’epistemologia, tantomeno la sua vasta produzione può essere circoscritta nell’area accademica ­– benchè ormai università e centri di formazione, luoghi di produzione e condivisione del sapere e imprese editoriali abbiano moltiplicato l’interesse per l’autore dei corsi al College de France. La figura di Foucault infatti, come accade a quei filosofi che da una posizione decentrata riscrivono categorie e forme del sapere, vive in questi anni di un paradosso: un pensiero del fuori e una cultura della marginalità sono stati indagati e compresi a partire dalle scansioni temporali che filosofi, storici ed epistemologi hanno assegnato ai grandi eventi e ai passaggi d’epoca, l’antichità, l’epoca classica, la modernità. Con Foucault infatti la pratica della storia ha aperto il pensiero, infrangendo le barriere disciplinari e gli specialismi, per catturare un’ontologia del presente di cui l’attualità chiede la restituzione.

Del resto il paradosso di un archeologo non può che essere questo. D’altra parte produrre discorso nell’orizzonte di una critica radicale del sapere, dei rapporti di potere e delle forme di soggettivazione comporta una reazione forte di quella modernità che è stata criticata e messa in scacco con i suoi stessi strumenti concettuali.

Da questa particolare postura, assunta nell’elaborazione di un metodo genealogico, a partire dagli scorsi anni Sessanta, si stacca la problematizzazione dello strutturalismo e della fenomenologia, e deriva quello sguardo trasversale sul sapere e la storia che ha molto in comune con il gesto sovversivo di Nietzsche nei confronti della metafisica. L’”uso” che è stato e continuerà ad essere fatto del pensiero di Foucualt costituisce, non solo per questi motivi, il lascito più importante e produttivo per le generazioni a venire. Infatti movimenti di contestazione, comunità gay, teorici politici radicali, nonchè quei rari filosofi che assumono l’archeologia dei saperi e del linguaggio come orizzonte complessivo di ricerca, e la genealogia come metodo analitico, hanno continuato l’opera foucauldiana, rendendo esplicito l’intreccio inestricabile di pensiero e prassi e sgombrando in via definitiva il campo sia dall’ideologia dell’intellettuale come figura separata dalla società, ideologia resistente fino a Sartre, sia dall’idea che la militanza politica escluda la riflessione e sia l’orizzonte esclusivo dei conflitti.

D’altra parte la ricerca e il dibattito intorno alla follia, all’organizzazione discorsiva dei saperi, ai dispositivi disciplinari e alle forme di soggettivazione vivono nella contraddizione che si è aperta tra ricezione del pensiero di Foucault e la rilettura più o meno filologica della sua opera. Ricerca e confronto che hanno impegnato almeno tre generazioni di studiosi, militanti e ricercatori, prima di acquisire il rango di tematiche del presente, con l’inevitabile genericità che comporta l’adattamento ad un’attualità che le respinge, di questioni inscritte nella carne viva di esistenze compromesse. Così, mentre negli anni Sessanta il metodo inaugurato da Le parole e le cose e L‘ Archeologia del sapere si scontrava con la tradizione storicista e lo strutturalismo, risultando di difficile penetrazione anzitutto in Francia, negli anni Settanta la stagione dei conflitti operai e studenteschi produceva un controeffetto sul lavoro che Foucault sviluppava sulle istituzioni disciplinari e la microfisica del potere, annodando riflessione e pratica politica, teoria e analisi delle contraddizioni del capitalismo nel confronto con il pensiero di Marx, letto a sua volta per la prima volta fuori e contro i “marxismi”.

Laddove poi la modernità assumeva l’abito e il ritmo della “modernizzazione”, negli anni Ottanta, la grande riflessione di Foucault sulle pratiche di soggettivazione, la parresia, la cura di sè e il governo dei viventi, rendevano esplicito il rapporto essenziale tra l’ “inattualità” del metodo archivistico e la registrazione del presente, dotando il pensiero di un formidabile strumento di penetrazione di una realtà considerata debole perchè postideologica. Ciò che è successo dopo, con la pubblicazione progressiva dei Corsi, dell’impressionante mole dei Dits et Ecrits e con la progressiva pubblicazione delle conferenze e degli interventi degli anni Ottanta, di cui abbiamo anche parziale testimonianaza on line con le registrazioni audio e video, ha contribuito in larga misura a rendere popolare la ricezione e l’ascolto di Foucault, aprendo quel piano concettuale che va sotto il nome di “biopolitica”. Questo rimane a tutt’oggi il luogo più discusso e rielaborato del suo pensiero.

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JudithPres

PDF of flyer

La prochaine séance du séminaire Actualités Foucault aura lieu le jeudi 19 mars 2015, de 16h à 18h, à l’Université Paris-Est Créteil, bâtiment i, 2e étage, salle 233 (métro ligne 8, Créteil Université).

La séance sera consacrée à la présentation du livre de Judith Revel (Paris 10) : Foucault avec Merleau-Ponty (Vrin, 2015), avec la participation de l’auteur.

Thursday, 19 March 2015, 6-8 p.m.

Third meeting of the 2014-2015 Workshop “Actualités Foucault”
(org. Frédéric Gros, Daniele Lorenzini, Ariane Revel, Arianna Sforzini)

Judith REVEL (Université Paris Ouest Nanterre La Défense) : Foucault avec Merleau-Ponty

Université Paris-Est Créteil, bâtiment i, 2e étage, salle 233 (métro ligne 8, Créteil-Université)

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Emanuele Leonardi, Review of Dardot & Laval’s The New Way of the World: On Neoliberal Society, Theory Culture & Society, Nov 13, 2014

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Abstract:
The review highlights how the new book by Pierre Dardot and Christian Laval can be interpreted as a twofold contribution. On the one hand, it represents much-needed commentary to the lectures delivered by Michel Foucault at the Collège de France in 1978/1979, entitled Birth of Biopolitics. On the other one, it provides a compelling analysis of neoliberal governmentality in the era of capitalist financialization – which is also the epoch of a fully deployed crisis of Fordism. Whereas in the first part the authors elaborate a multifaceted and plural image of liberalism and a convincing reading of the emergence of neoliberal rationality, the second section assembles a critical genealogy of ‘entrepreneural governance’. This latter refers to a ‘neo-subject’ which functions according to a regime of ‘jouissance of oneself’ – whose deployment accounts for the incorporation of the shareholder logic and for the self-entrepreneur’s socio-clinical pathologies.

Keywords: Entrepreneural governance, Foucault, Liberalism, Neoliberalism, Neo-subject.

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fuggle1Foucault and the History of Our Present, edited by Sophie Fuggle, Yari Lanci, and Martina Tazzioli

ISBN 9781137385918
Publication Date February 2015
Formats Hardcover Ebook (EPUB) Ebook (PDF)
Publisher Palgrave Macmillan

PDF of flyer

PDF of front matter and intro

According to philosopher Michel Foucault, the ‘history of the present’ should constitute the starting point for any enquiry into the past and a critical ontology of ourselves. This book comprises a series of essays all centring on the question of the present or, rather, multiple presents which compose contemporary experience. The collection brings together philosophical readings of Foucault which try to rework his thought in light of our present, together with practical analyses of our own moment which draw on his methodological approaches to questions of power, knowledge and subjectivity. Covering a range of topics including freedom, politics, ethics, security, war, migration, incarceration, the sociology and political economy of new media, Marxism and activism, Foucault and the History of Our Present features essays from Tiziana Terranova, Alberto Toscano, Judith Revel, Sanjay Seth, Saul Newman, Mark Neocleous and William Walters.

Introduction; Martina Tazzioli, Sophie Fuggle, and Yari Lanci

PART I: HISTORIES OF THE PRESENT
1. ‘What Are We at the Present Time?’ Foucault and the Question of the Present; Judith Revel
2. What is Capitalist Power? Reflections on ‘Truth and Juridical Forms'; Alberto Toscano
3. Foucault in India; Sanjay Seth
4. ‘Critique Will Be the Art of Voluntary Inservitude': Foucault, La Boétie and the Problem of Freedom; Saul Newman

PART II: SPACES OF GOVERNMENTALITY
5. The Other Space of Police Power; or, Foucault and the No-Fly Zone; Mark Neocleous
6. On the Road with Michel Foucault: Migration, Deportation and Viapolitics; William Walters
7. Securing the Social: Foucault and Social Networks; Tiziana Terranova

PART III: TROUBLING SUBJECTIVITIES
8. Human Pastorate and ‘la vie bête'; Alain Brossat
9. Beyond Slogans and Snapshots: The Story of the Groupe d’Information sur les Prisons; Sophie Fuggle
10. Troubling Mobilities. Foucault and the Hold’s over ‘Unruly’ Movements and Life Time; Martina Tazzioli

PART IV: POLITICS OF TRUTH
11. Environmentality and Colonial Biopolitics. Toward a Postcolonial Genealogy of Environmental Subjectivities; Orazio Irrera
12. Pierre Hadot and Michel Foucault on Spiritual Exercises: Transforming the Self, Transforming the Present; Laura Cremonesi
13. A Decolonizing Alethurgy. Foucault after Fanon; Matthieu Renault
14. Ethics as Politics. Foucault, Hadot, Cavell and the Critique of Our Present; Daniele Lorenzini
15. Interview with Judith Butler: Resistance and Vulnerability; Federica Sossi and Martina Tazzioli

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Lectures de Michel Foucault

3 volumes originally published by ENS editions, now available in their entirety as open access at Open Edition books

Les interventions et discussions réunies dans les trois volumes des Lectures de Michel Foucault sont issues de trois rencontres. La première, organisée à l’initiative de l’association Autrement dit, de l’association pour le centre Michel-Foucault et du Centre de recherches en rhétorique, philosophie et histoire des idées (CERPHI – ENS Fontenay / Saint-Cloud) eut lieu à Chauvigny les 31 mai, 1er et 2 juin 1996. La seconde était organisée à Fontenay-aux-Roses par le Centre de recherche sur la pensée politique italienne (CERPPI – ENS Fontenay / Saint-Cloud) le 14 décembre 1996, à l’occasion de la parution du cours de 1976 au Collège de France « Il faut défendre la société ». Enfin la troisième rencontre, consacrée aux Dits et écrits, était organisée conjointement par le CERPHI et le Centre de synthèse. Elle s’est déroulée à Paris le 23 octobre 1997.

Lectures de Michel Foucault, 1
À propos de « Il faut défendre la société »
Textes réunis par Jean-Claude Zancarini
2001 – ISBN 2-9021126-80-8 – 118 pages

Lectures de Michel Foucault, 2
Foucault et la philosophie
Textes réunis par Emmanuel da Silva
2003 – ISBN 2-84788-017-8 – 138 pages

Lectures de Michel Foucault. Volume 3
Sur les Dits et écrits
Pierre-François Moreau (dir.)

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bernardyJörg Bernardy, Warum Macht produktiv ist. Genealogische Blickschule mit Foucault, Nietzsche und Wittgenstein, Wilhelm Fink, 2015

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Informationen zum Buch

Im alltäglichen Denken und in den Medien ist Macht meist negativ besetzt. Dass Macht auch produktiv wirkt, wird dabei oftmals vergessen.

Der historische Wandel von der traditionellen Souveränitätsmacht zu den subtilen Mechanismen moderner Disziplinargesellschaften ist ein Beispiel für die produktive Seite von Macht. Im Zentrum dieses Wandels stehen der Beginn der modernen Leistungsgesellschaft und die wachsende Ungleichheit der Vermögensverteilung. Um die Produktivität von Macht zu verstehen, spürt das vorliegende Buch die stilistischen und ästhetischen Mittel der genealogischen Erzählungen von Foucault und Nietzsche auf. Die Genealogie ist eine Blickschule des Denkens, die von berühmten Denkern wie Rousseau, Schopenhauer, Nietzsche, Freud, Wittgenstein und Foucault in ihren Gesellschaftsdiagnosen auf je unterschiedliche Weisen angewandt wurde. Der hierfür typische Blick auf den Menschen in seiner Gesellschaft und Kultur ist sichtverändernd und erfordert bestimmte Techniken ästhetischer Vorstellungskraft.

English summary
Power often is characterized as destructive and negative. The fact that power is productive seems to be forgotten in such contexts. The historical change from traditional power structures of sovereignty to the subtle mechanisms of modern disciplinary societies gives a very good example for the productivity of power. In the core of this historical transition you find the beginning of modern achieving society which also means a disparity in the allocation of wealth. This book follows the genealogies of Foucault and Nietzsche to show the literary and philosophical implications of how productivity of power can be thought and expressed in a philosophical frame (Nietzsche, Foucault and Wittgenstein). The most important tool is the “genealogical look”, a technique of thought which has been applied by many great thinkers such as Rousseau, Schopenhauer, Nietzsche, Freud, Wittgenstein and Foucault.

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